Cosa vedere a Venezia: 12 luoghi consigliati dagli host

Cosa vedere a Venezia senza la stanchezza da guida turistica: i dodici luoghi a cui gli host tornano, fra basiliche, palazzi, musei e angoli dei residenti.

Il Canal Grande di Venezia con palazzi su entrambi i lati, luce del mattino sull'acqua.

Venezia premia la selezione sull’inventario. Dopo dodici anni dentro la città, questi sono i dodici luoghi a cui continuiamo a indirizzare gli ospiti: cinque grandi attrazioni, quattro musei che meritano il biglietto, tre angoli che conoscono solo i residenti. In ordine di impatto, non di popolarità.

Le cinque grandi attrazioni che tutti scelgono bene

Sono i nomi famosi, e lo meritano. Il trucco sta nel quando, non nel se.

Basilica di San Marco

Cattedrale bizantina sulla Piazza, nel sestiere di San Marco, consacrata nel 1094. L’interno è mosaico d’oro dal pavimento alla cupola, su circa 8.000 metri quadrati. Conviene arrivare all’orario di apertura (09:30) e camminare prima che si formino le code. La Pala d’Oro dietro l’altare (oreficeria bizantina del X secolo con 1.300 perle e 400 granati) richiede un piccolo biglietto aggiuntivo e vale ogni centesimo.

Palazzo Ducale

Sede dei Dogi per un millennio. La visita principale copre la Sala del Maggior Consiglio (il Paradiso del Tintoretto, largo 22 metri, uno dei dipinti a olio su tela più grandi al mondo). La visita separata dell’Itinerario Segreto, da prenotare in anticipo, attraversa le prigioni e le celle del sottotetto coperto in piombo dove Casanova fu rinchiuso nel 1755.

Ponte e Mercato di Rialto

Il ponte, completato nel 1591 da Antonio da Ponte, ebbe la meglio sui progetti di Michelangelo e Palladio. Attraversarlo una volta per la fotografia, poi dimenticarlo e camminare nel Mercato di Rialto sul lato di San Polo. La Pescheria apre all’alba; l’Erberia segue. Entrambi chiudono entro le 13:00. Da martedì a sabato è quando vive; la domenica e il lunedì mattina dorme.

Frari e Scuola Grande di San Rocco

Due dei luoghi più importanti dell’arte occidentale, a due minuti di distanza nel sestiere di San Polo. La Basilica dei Frari custodisce l’Assunta di Tiziano sopra l’altare maggiore (la sua opera più nota, 1518) e la sua tomba di fronte. La Scuola Grande di San Rocco ospita sessanta tele del Tintoretto sotto un solo tetto, dipinte fra il 1564 e il 1588. Gli specchi forniti per studiare i soffitti sono obbligatori.

Gallerie dell’Accademia

I grandi dipinti veneziani dal XV al XVIII secolo, in un’ex Scuola della Carità in Campo della Carità a Dorsoduro. Bellini, Carpaccio, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo. Il ciclo del Carpaccio La leggenda di Sant’Orsola vale da solo un’ora. Per orari e biglietti, le Gallerie dell’Accademia pubblicano un calendario aggiornato.

Quattro musei che meritano il biglietto

Non tutti i musei di Venezia valgono il tempo. Questi quattro sì.

Punta della Dogana

L’edificio della dogana del XVII secolo all’estremità di Dorsoduro, restaurato nel 2009 da Tadao Ando per la Pinault Collection. Arte contemporanea in spazi white-cube dentro mura di mattoni. L’edificio in sé vale la visita; le mostre a rotazione sono di solito sostanziose.

Querini Stampalia

Un piccolo museo in Campo Santa Maria Formosa a Castello. Il palazzo settecentesco custodisce la collezione di pittura rinascimentale e barocca della famiglia (Bellini, Tiepolo, Longhi). Il piano terra è stato ripensato da Carlo Scarpa nel 1963, la prima volta in cui un grande architetto italiano ha adattato un palazzo veneziano ai ritmi dell’acqua alta. È una delle opere più studiate dell’architettura italiana del Novecento.

Ca’ Rezzonico

Il Museo del Settecento Veneziano in un palazzo sul Canal Grande. Soffitti di Tiepolo, sale d’epoca, dipinti di Longhi sulla vita quotidiana veneziana. Il piano nobile è uno dei pochi interni di palazzo settecenteschi intatti in città. Più silenzioso dopo le 14:00.

Collezione Peggy Guggenheim

Modernismo del Novecento nell’ex casa di Peggy Guggenheim sul Canal Grande. Picasso, Pollock, Ernst, Magritte, Brâncuși. Più piccolo dell’Accademia, più focalizzato, percorribile in due ore. Il giardino ospita un cavaliere e cavallo di Marini, ritenuto troppo esplicito anatomicamente per certe visite della scuola domenicale.

Tre angoli che conoscono solo i residenti

I nomi qui sotto compaiono nelle guide, ma il modo in cui vivono no.

Squero di San Trovaso

L’ultimo squero di gondole in attività aperto alla vista del pubblico, a Dorsoduro, su una calle fra le Zattere e l’Accademia. Si guarda dall’altro lato del piccolo canale. L’edificio in legno sembra alpino perché i costruttori originali furono portati giù dalle valli del Cadore nel Trecento, e costruirono nello stile che conoscevano. Gli orari di lavoro tipici sono dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00, dal lunedì al venerdì.

Madonna dell’Orto

La chiesa parrocchiale del Tintoretto, nella Cannaregio settentrionale. Vi è sepolto nel presbiterio. Il suo Giudizio Universale e l’Adorazione del Vitello d’Oro sono appesi ai due lati dell’altare, ciascuno alto cinque metri. Vi lavorò gratuitamente, come contributo da parrocchiano. I percorsi turistici non raggiungono questa chiesa; la fermata del vaporetto Madonna dell’Orto è il solo accesso facile.

Fondamenta della Misericordia al crepuscolo

Non un luogo, ma un’ora del giorno. La lunga fondamenta a Cannaregio ospita la concentrazione più densa di bacari della città, e nelle sere tiepide i tavoli si riversano nella calle, i bevitori stanno in piedi sul bordo del canale, le lampade si accendono contro un cielo ancora chiaro. Si arriva alle 19:00 senza un piano. Si sta in piedi al Vino Vero con un’ombra e si guarda il sestiere riprendersi dalla giornata di lavoro.

Come scandire la visita

Una sequenza pratica funziona bene in estate e nelle mezze stagioni.

  • 06:30 - 08:00: Piazza San Marco senza un solo gruppo turistico. I cavalli in bronzo della Basilica colgono il primo sole. Le orchestre non ci sono. La Marangona non ha ancora suonato.
  • 09:30 - 12:30: musei e basiliche all’apertura. L’interno di San Marco è al suo più silenzioso nei primi trenta minuti.
  • 12:30 - 14:30: pranzo. Conviene allontanarsi dai percorsi principali. Un cicheto e un’ombra da All’Arco a San Polo, o un pasto seduti alla Trattoria al Mascaron a Castello.
  • 15:00 - 18:00: i musei più piccoli (Querini Stampalia, Ca’ Rezzonico), o una camminata in un sestiere lontano dall’asse centrale.
  • 18:00 - 20:00: aperitivo su una fondamenta. Misericordia, Zattere, Riva degli Schiavoni.
  • dalle 20:00 in poi: cena, passeggiata serale.

Cosa saltare (onestamente)

La visita interna del Ponte dei Sospiri, inclusa nel biglietto del Palazzo Ducale ma che aggiunge poco. I tour delle fornaci di Murano che vi prelevano in motoscafo da San Marco; sono showroom commerciali prima che dimostrazioni. La gita in gondola da 100 euro sul Canal Grande nelle ore di punta diurne, che è la stessa gondola che costa 80 euro per quaranta minuti alle 22:00 su un canale laterale senza traffico e con la città silenziosa.


Se siete arrivati fin qui, i venti appartamenti sono elencati per sestiere. I luoghi in questa guida sono entro quindici minuti da ciascuno di essi. Se non avete ancora scelto un sestiere, la guida complementare su dove dormire attraversa i compromessi.